07/12/2008
Pronta a morire
Combatterò nel tuo esercito perché Tu vinca, perché i Tuoi valori trionfino, perché i Tuoi capricci siano soddisfatti o solo per permetterTi di giocare con la mia vita. Solo un cenno e sarò pronta.
Per sempre
18:48
Scritto da: sithnotte
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04/12/2007
MA CHI SONO??
IL LAVORO e IO
Io sono quella che, conseguita la Laurea a pieni voti, non riuscivo a trovare occupazione perché ‘senza esperienza lavorativa’. Decine di colloqui per sentirmi dire sempre la stessa cosa o ritrovarmi una mano addosso. Senza contare le domande inquisitorie del tipo: “Lei ha intenzione di avere figli a breve? E’ convivente? Ha intenzione di sposarsi? Ha già figli…?”
Poi, grazie all’aiuto (si dice così, vero?) di qualche persona pietosa ho cominciato a muovere i primi passi nel mondo del lavoro. Pare che, senza gli aiuti, in Italia si possa anche morire di fame. E lì sono iniziati i problemi: contratti co.co.co, stagionali, a giorno, a ore (tipo Colf), straordinari mai pagati, salari che arrivavano con mesi di ritardo e le seguenti frasi ricorrenti: “Questa azienda è anche sua. E’ come una grande famiglia” - leggi: “Fatti un culo come una casa e non pretendere soldi”.
Sono iniziate le migrazioni da azienda ad azienda. Sempre colloqui, sempre “Le faremo sapere”. Però qualcosa era cambiato. Dall’antico “ Mi spiace ma lei non ha esperienza!” siamo lentamente passati a “Ma lei è troppo qualificata per questo ruolo!” – leggi “E quanto mi costi?? Quanti problemi puoi crearmi?” oppure “Veramente, cercavamo personale da formare.” – leggi “Vogliamo trovare una ragazzetta da spremere che non conosca ancora i diritti del lavoratore”. Ma se sono troppo qualificata per i lavori che cerco, e quelli ad alto profilo sono inaccessibili, cosa dovrei fare? Aggiungere al curriculum che sono pronta a lavorare 24 ore su 24 pagandoli io per il disturbo arrecato?
Ergo…occupazione a singhiozzo. Comunque sia, alla fine della storia ho stilato 5 curricula diversi: uno in cui risulto laureata, uno in cui ho solo il diploma liceale, uno in cui pare che abbia fatto solo lavoretti da ricca signora annoiata, uno in cui ho faticato come un mulo, uno in cui sono Dio, uno in cui sono uno scaricatore (poi dicono che i nati sotto il segno dei Gemelli hanno una doppia personalità!).
Insomma, che diamine si deve fare in questo paese, se non si hanno raccomandazioni o santi in Paradiso? Il problema non è più la disoccupazione giovanile. Il problema è la disoccupazione! E io dico: BASTA! Basta alle prese in giro della nostra splendida classe politica. Basta alle promesse di cambiamenti che non avvengono mai! Basta all’umiliazione di sentirsi rifiutati ovunque perché troppo giovani, troppo anziani, senza esperienza, con troppa esperienza, con famiglia o senza o accettati e non pagati! Basta alla precarietà della vita! So che dobbiamo morire tutti...ma proprio di ulcera????
LO SPORT e IO
Un delirio!
Da piccola, i miei genitori mi hanno ‘spedito’ a vari corsi di danza classica nel tentativo disperato di correggere le mie movenze da maschiaccio. Ero magra come E.T. e aggraziata come un elefante. Risultato di dubbio valore. Ho smesso.
Poi ho seguito corsi di nuoto. Premetto che odio l’acqua…intendo mare, piscine e simili, non la doccia! Ogni volta che andavo a nuotare era uno strazio. Rimanevo abbarbicata al bordo della piscina come una cozza allo scoglio. Sembrava che le mie mani avessero delle ventose invisibili. Quando dovevo tuffarmi dal trampolino, riuscivo a saltare dal posto…sul posto e franavo sul trampolino stesso. Grazie al cielo dopo qualche anno ho smesso. I miei genitori hanno riacquistato la pace e io ho smesso di avere gli incubi. Altro risultato di dubbio valore.
Poi ho seguito corsi di sollevamento pesi e culturismo. Mi piaceva lavorare con le macchine ma mi annoiavo a morte. Ho fortificato un po’ i muscoli, perso qualche chiletto ma onestamente non lo rifarei.
E dopo…un fulmine a ciel sereno. A 22 anni, per una buffa casualità della vita (una di quelle che ti fa credere che ogni tanto Dio ci dia una mano), sono entrata in una palestra dove una ventina di persone stava praticando Kendo. Avete presente…quei matti in armatura nipponica che urlando come guerrieri all’attacco del nemico, si tirano delle mazzate da trauma cranico? Ecco, quello. Mi sembrava di avere avuto la visione della Verità ultraterrena. Era perfetto per me. Ero nata per praticare Kendo. Trionfante come il gatto che vi porta l’uccellino tra i denti, sono andata a casa e ho annunciato a mamma e papà che avrei iniziato il corso. Se avessi confessato loro che ero intenzionata a prostituirmi e spacciare non avrei ricevuto una reazione così sproporzionata. Per una famiglia di intellettuali, positivisti e pacifisti, l’idea che la loro unica figliola prendesse in mano un’arma e si scagliasse contro un avversario, magari un energumeno, è stato un duro colpo. Conseguenza: mi è stato proibito con una tale foga che sono scappata in stanza come un fulmine. E ho ragionato. Purtroppo il kendo è uno sport costoso, io ero solo all’inizio dei corsi universitari e intanto seguivo dei corsi di musica. Non avrei avuto modo di iscrivermi senza l’aiuto dei miei.
Come il cinese sulla sponda del fiume ho deciso che sarebbero arrivati tempi migliori e intanto avrei seguito i corsi solo come osservatore. Poi la vita mi ha portato lontano e, pur tenendo nel cuore il mio piccolo sogno di diventare un guerriero vero, mi sono dedicata ad altro.
Fino all’anno scorso.
In preda ad una depressione profonda ho pensato ad un modo per uscirne dignitosamente senza imbottirmi di farmaci. Ed ecco…è riapprso il kendo. Ho fatto una lunga ricerca e ho trovato il corso a cui iscrivermi. Con una tremarella tipica di chi aspetta da tanto un evento magnifico, ma poco consona ad un Samurai sono andata alla prima lezione.
E’ passato un anno ormai.
Ora ho l’armatura.
Ora combatto.
Ora sono me stessa.
E sono felice.
10:50
Scritto da: sithnotte
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